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lunedì 1 febbraio 2016

HYPOCRISY IN WORLD FARMING: LA CARNE FELICE NON ESISTE!


Ricevo e condivido con voi questo articolo di Earth Riot. E' divenuto assolutamente necessario smascherare la tragica ipocrisia di CIWF.

""Apri la bocca, chiudi gli occhi... voltati mentre li uccidiamo!"

Manca solo quest'ultima parte al video promosso dall'associazione Compassion in World Farming Italia in merito alla campagna "Non nel mio piatto" lanciata di recente e mirata a sensibilizzare il consumatore sulle condizioni degli animali negli allevamenti intensivi attraverso un lavoro di ipocrisia e la strumentalizzazione di termini privati di ogni significato e valore, come "sostenibilità" e "benessere animale".
L'associazione C.I.W.F., fondata nel 1967 da un allevatore di mucche da latte, è nata al preciso scopo di dare la possibilità agli allevatori di autoregolarsi senza dover dare spiegazioni sulle tecniche impiegate negli allevamenti animali.
In questi ultimi anni C.I.W.F. sta conducendo un lavoro di disinformazione, promuovendo concetti quali "carne felice" o "benessere animale" nel tentativo di far credere al consumatore che queste siano pratiche realmente a favore della libertà e della vita degli animali.
Ma in realtà si tratta solamente dell'ennesimo organo volto a certificare e tutelare gli interessi di chi produce a discapito di chi diventa prodotto, alimentando quel meccanismo che nasconde al consumatore la verità sulla produzione di carne e derivati animali.
Un aspetto confermato dalla lista delle aziende premiate tra le quali compaiono nomi illustri come Amadori, Cremonini, Barilla, Coca Cola, McDonald's, KFC, Burger King e molti altri, che dello sfruttamento animale, ambientale e sociale hanno fatto il loro personale marchio di fabbrica.
Sulla pagina del sito di Compassion in World Farming Italia, dedicata alla campagna "Non nel mio piatto", viene utilizzato un approccio e terminologie che si accostano molto a quelle utilizzate da chi lotta per la liberazione animale, quasi volessero convincere gli stessi
attivisti a unirsi a ciò che loro identificano come "movimento".
Per convincere il lettore a unirsi alla loro campagna utilizzano strategicamente le stesse motivazioni sulle quali l'attivista antispecista punta il riflettore da decenni: deforestazione, impatto ambientale, fame nel mondo, aggiungendovi la salute del consumatore.
La campagna e l'associazione C.I.W.F. però non portano avanti un pensiero animalista né tanto meno antispecista, e questo si può facilmente intuire già dalla riga del loro sito quando domandano al consumatore, e forse anche a loro stessi, "sappiamo cosa
mangiamo?".
Un'espressione specista, in quanto identifica l'animale macellato per la produzione di carne e derivati esclusivamente come bene di consumo, i cosiddetti "animali da reddito", mentre la domanda che tutti dovremmo porci è: "sai chi mangi?".

Questo approccio è funzionale a rafforzare il concetto di "delega" che porta il consumatore a condurre i propri acquisti senza alcun senso critico, ignorando o volendo ignorare la sofferenza di un animale destinato ad essere ucciso per le tasche dei produttori e la pancia di chi compra.
Sempre sul loro sito si fa leva su come la sofferenza animale sia una catastrofe per noi e per il Pianeta ma non per l'animale stesso, a sottolineare che il solo obiettivo di C.I.W.F. è quello di spostare i consumi di carne e derivati animali dagli allevamenti intensivi a quelli secondo loro maggiormente sostenibili, ma che comunque prevedono il sacrificio animale, facendo credere al consumatore che esista la "carne felice".
Spiegare quali siano i reali interessi di questa associazione fondata da allevatori del resto è molto semplice, e possiamo farlo attraverso le parole di Nino Florenzano, una delle persone ad aver collaborato alla realizzazione della campagna, che sul suo profilo Facebook lo scorso 21 gennaio ha risposto a una domanda scrivendo:

"Il problema non è tanto il fatto che finiscano nei nostri piatti, ma le sofferenze inutili cui sono sottoposti in vita."

In sintesi, continuiamo pure a ucciderli per il profitto e il consumismo, ciò che conta è che prima ricevano tante carezze.
Il concetto di "benessere animale" sostenuto e diffuso da C.I.W.F. come da Coop, Amadori, Slow Food etc., è privo di ogni significato e punta solo a salvare una produzione che per queste aziende è vitale, spingendo sul tasto che l'animale è contento di esser macellato se prima ha potuto condurre una vita, nonvita, potendo vedere un po' di più la luce del sole rispetto a chi viene rinchiuso in un allevamento intensivo.

Ma sempre di schiavitù si tratta, di una nonvita al servizio dell'uomo, privati di ogni soggettività nell'attesa di venire sacrificati.
Il video realizzato da C.I.W.F. per promuovere la campagna "Non nel mio piatto" non è diverso da un qualsiasi spot pubblicitario, nel quale dichiarano che "nessuno ti mostra la verità degli allevamenti intensivi", quasi volendo prendersene il merito, ma senza mostrare
l'atto dell'uccisione, e ignorando che quella verità è stata svelata ormai da anni grazie alle indagini svolte da molti gruppi animalisti.
Il video poi si chiude con la frase "battiamoci insieme per un'alternativa etica", e per i guadagni personali di C.I.W.F. aggiungiamo noi, considerando che i primi e unici beneficiari di uno spostamento dei consumi sarebbero loro stessi.
Parlare di "alternativa etica" è sbagliato; è necessario piuttosto sviluppare un pensiero nonviolento che rifiuti la schiavitù e il sacrificio degli animali, alimentando il rispetto verso chi dovrebbe poter vivere il libertà su di un Pianeta che la offre a tutt*, senza distinzioni di
specie.
Il solo concetto di "benessere animale" accettabile è quello che prevede la liberazione degli stessi, un processo che non si può ottenere a piccoli passi perché è a causa di questi piccoli passi e del "sempre meglio di niente" che ora esistono associazioni come C.I.W.F., che tentano di mischiarsi con l'animalismo e l'antispecismo, svuotando di ogni valore la lotta che molti tentano di condurre.
Solo per il fatto di essere utilizzato da aziende simbolo del capitalismo, del consumismo, dello sfruttamento globalizzato, il concetto di "benessere animale" perde di ogni significato, diventando l'ennesima mossa di marketing volta al non perdere vecchi consumatori e all'accaparramento di nuovi.
Il "benessere animale", come realmente deve essere concepito, esiste, ma al di fuori dei circuiti appartenenti al dio denaro, e prende la definizione più consona di "liberazione animale". Quella liberazione animale condotta nel lato pratico da rifugi-santuari, come ad esempio Agripunk e Ippoasi, che si preoccupano di offrire una seconda vita a chi è stato salvato dal macello, tutelando gli animali non umani in un ambiente protetto per impedire che cadano nuovamente vittime del sistema specista. Nell'attesa di una Terra resa nuovamente libera da cemento, industrie e devastazione, e da quelle forme di dominio e prevaricazione figlie di un pensiero antropocentrico che determina chi è degno di vivere in libertà e chi invece in attesa di essere giustiziato.

Perché il quesito che tutt* dovrebbero porsi prima o dopo non è cosa mangiamo, e neanche chi mangiamo, ma piuttosto: come vivrebbero gli animali se non fossero schiavi del genere umano?"


lunedì 12 ottobre 2015

COMUNICATO/APPELLO: STOP AL MERCATO DELL'OLIO DI PALMA...ORA!

Mentre l'RSPO continua a sostenere l'insostenibile mercato dell'olio di palma rilasciando notizie e informazioni false e fuorvianti, a Sumatra continuano gli incendi per far posto a monocolture intensive di palme da olio.
Di seguito il comunicato/appello delle realtà e delle individualità che ne sono informate e consapevoli.

"Le foreste di Sumatra e della regione del Kalimantan (Borneo indonesiano) bruciano ininterrottamente ormai da un mese.

Solo in questo periodo sono 10.000 gli incendi registrati, appiccati per ottenere nuove aree da colonizzare a monocolture di palme da olio.

Questa pratica è molto utilizzata dalle multinazionali che producono olio di palma, una procedura che si ripete anche due volte all'anno pur di mantenere gli standard produttivi.

Standard produttivi che sono determinati da un consumatore non esente da colpe, che per disinformazione o disinteresse ogni giorno acquista prodotti che contengono questa sostanza, senza magari leggere l'etichetta né domandarsi cosa si celi dietro questo mercato.

La produzione di olio di palma che, ricordiamo, viene impiegato nell'industria alimentare, nei prodotti per l'igiene personale e la cura della casa e nel settore dei falsi biocarburanti, ogni anno mette in ginocchio le foreste indonesiane, sudamericane e africane, causando la morte degli animali che abitano questi luoghi, l'assassinio di chi cerca di opporsi a questa devastazione, l'oppressione dei popoli che risiedono nelle zone colpite.

Oltre all'enorme perdita di biodiversità vegetale e animale in una zona del Pianeta che ospita specie come orango, tigri, elefanti e rinoceronti già di per se a rischio di estinzione, i fumi che si alzano dagli incendi stanno provocando l'intossicazione delle popolazioni della zona e non solo.

Oltre 300.000 indonesiani si sono ammalati recentemente a causa di questi fumi, e nella provincia di Riau sono scattate le operazioni di evacuazione di donne e bambini, ma l'emergenza non riguarda solo queste zone.
Gli incendi sono talmente intensi e continui che una coltre di fumo giallo ha avvolto anche Singapore, un fenomeno definito haze, facendo registrare picchi di inquinamento mai raggiunti prima: il livello di PSI (una scala che descrive la presenza nell'atmosfera delle sostanze chimiche maggiormente pericolose per la salute) ha toccato quota 341.

Una situazione inaccettabile, che denunciamo ormai da tre anni attraverso la campagna StopOdP e che riteniamo debba essere percepita come un problema di responsabilità sociale da parte del consumatore, perché se questo mercato continua ad esistere, se le multinazionali proseguono con la produzione di olio di palma speculando sulla salute ambientale è solo perché ancora oggi esiste una domanda.

Per tutte queste ragioni e nel tentativo di sensibilizzare e responsabilizzare il consumatore riguardo questo problema, domenica 11 ottobre Earth Riot, Antispecist* Libertar* Ferrara e singol* attivist* hanno dato vita a un flashmob di protesta, puntando i riflettori su alcune delle multinazionali che finanziano direttamente il mercato dell'olio di palma.

Nestlé, una delle principali corporation a fare largo utilizzo di questa sostanza nei propri prodotti.
McDonald's, tra i maggiori devastatori dell'ambiente anche attraverso l'industria di carne e derivati animali, membro dell'RSPO e che utilizza olio di palma anche per friggere.
Coop, azienda che, al contrario di quanto dichiara da tempo, non ha affatto eliminato l'olio di palma dai prodotti a marchio, e basta fare un giro tra gli scaffali di un qualsiasi supermercato per accorgersene.
Un'iniziativa che speriamo altri gruppi vogliano riproporre in altre città, che vuole esprimere solidarietà a chi la devastazione causata dal mercato dell'olio di palma la subisce ogni giorno, e in ricordo di tutte quelle vittime vegetali, animali e umane che hanno perso la vita affinché un barattolo di Nutella, un qualsiasi prodotto Ferrero, una merendina Mulino Bianco, una barretta, Mars, Loacker, Kellogg's, Nestlé etc. potessero essere prodotte.
Infografica a cura di http://stopodp.earthriot.org/
Ma è doveroso ricordare che, al contrario di quanto sostenuto da numerose multinazionali del biologico e non, così come dal Wwf che da anni aiuta queste corporazioni a mascherare i crimini provocati dalla produzione di olio di palma, non esiste un mercato sostenibile di questa sostanza.
L'RSPO infatti, fondato nel 2004, non è altro che un'autocertificazione, un organo di facciata creato appositamente dalle multinazionali del settore nel tentativo di mascherare i crimini già citati, nascondendoli dietro un finto alone di sostenibilità. I controllati che si fanno da controllori, un sistema marcio sino al midollo.

Questo è un appello che lanciamo direttamente al consumatore: il mercato dell'olio di palma va fermato subito, e questo può avvenire solo attraverso una maggiore attenzione nelle scelte quotidiane.
L'acquisto di ogni singolo prodotto è come un voto; sceglierlo significa dare il proprio benestare ai crimini che quella determinata multinazionale conduce, diventandone a vostra volta complici.
Prendete posizione, mandate il vostro personale messaggio al mercato, siate parte del cambiamento e tutt* insieme facciamo crollare la produzione di olio di palma, per la salute della Terra e la libertà degli animali e dei popoli colpiti.

Stop Olio di Palma Adesso!

Dedichiamo questa iniziativa alle vittime di Ankara e a tutt* coloro che lottano per un mondo libero da conflitti e dalla cultura del dominio dell'uomo sulla natura, dell'uomo sugli animali, dell'uomo su altri uomini."

G.B. ha ricevuto e diffonde questo appello per affinità di idee e azioni con le realtà e le individualità promotrici. Invita tutt* a raccogliere l'appello, a farlo proprio ed a partecipare al boicottaggio di olio di palma, di prodotti esotici, preferendo vegetali legumi e frutta a km0, ed al boicottaggio delle multinazionali che hanno come unico scopo il solo profitto.

mercoledì 22 luglio 2015

#2 Intervista a Simo Strummer: Antispecismo e liberazione animale, umana e della Terra.

#OccupyMcDonaldsTOUR - Tappa di Modena
Ciao Simo! 
Oggi parliamo, se ti va e se vuoi, un po' di chi sei, rispettando ovviamente la tua privacy, e di come hai iniziato a lottare per la liberazione animale, umana e della terra. Con te mi sento come a casa per le affinità di pensieri ed idee, ed anche per l'amicizia, che ci legano. Gli intenti sono gli stessi: svegliare le persone dal torpore in cui sono cadute, informandole e protestando contro tutte le ingiustizie. 
Bene! Cominciamo...


G.B.: Tutti coloro che si stanno impegnando nella lotta per liberazione animale, umana e della terra hanno avuto ad un certo punto della loro vita come una scintilla illuminante che ha permesso loro di aprire gli occhi sulla realtà delle immani ingiustizie che i più deboli subiscono ogni giorno. Quale è stata la tua "scintilla"? come e perchè hai cominciato a lottare contro le ingiustizie del sistema imperante?


S.S.: Dici bene quando parli di “scintilla”, rende perfettamente l'idea e nel mio caso, ma penso che sia così per molti, è stato proprio come se si accendesse un interruttore.
Si può dire che il tutto sia iniziato a Pisa nella primavera del 2011.
Pisa per il mio percorso personale rappresenta una tappa fondamentale, ho vissuto lì per un paio d'anni, ufficialmente per ragioni universitarie, ma in realtà il grosso del mio impegno era dedicato ad altro. Da che ho memoria ho sempre fatto, in un modo o nell'altro, attivismo antifascista, e nel tempo trascorso a Pisa mi sono interessato di varie tematiche sociali interne ed esterne all'ambito universitario. Arrivato ad un certo punto però ho iniziato a percepire la mancanza di un tassello, sentivo le lotte che conducevo come incomplete e spesso incoerenti, come se mancasse un anello a completare quel processo di uguaglianza che l'antifascismo dovrebbe rappresentare.
Nel primo dei due anni trascorsi a Pisa ho avuto la fortuna di convivere con quella che è la mia migliore amica, vegana da anni, ma a quel tempo io non ero neanche ancora vegetariano. Sapete cosa ha fatto lei per aiutarmi ad aprire gli occhi? Assolutamente nulla.
Non mi ha mai attaccato, non mi giudicava, al massimo ogni tanto ci trovavamo a scambiarci punti di vista su alcuni aspetti, ma non mi ha mai imposto nulla ed è stato grazie a questo suo paziente comportamento che piano piano mi sono reso conto di un'infinità di cose, aspetti della vita che si ritengono naturali solo perché si è stati cresciuti in un determinato modo.
Quello che voglio dire è che l'antispecismo non può giungere come una imposizione, sarebbe un processo fallimentare, bisogna mostrare la verità, raccontarla e spiegarla, ma poi ad ognun* deve essere dato il modo e il tempo di metabolizzare i principi espressi, comprenderli: gli occhi vanno aperti perché è cambiata la coscienza delle cose, non per un ordine impartito.
Per me è andata così e credo fermamente che questa sia la strategia corretta: “la forza della verità”, e nell'aprile del 2011, grazie nuovamente ad una dritta di questa mia cara amica, partecipai alla mia prima manifestazione antispecista a Firenze, contro la strage degli agnelli per le “feste” di Pasqua.
Da quel giorno iniziai a documentarmi, a studiare e comprendere l'antispecismo, a mettermi in gioco ogni giorno perché la forza dell'antispecismo è proprio quella di non sentirsi mai arrivati, deve essere un percorso che dura tutta la vita, consapevoli che ogni giorno c'è qualcosa in più da imparare, perché ogni giorno, attraverso ogni azione quotidiana, possiamo determinare se essere parte del problema o la soluzione a quel processo di sfruttamento ambientale, animale e sociale etichettato come progresso.
Io amo l'antispecismo perché rappresenta e deve rappresentare il rispetto verso ogni forma di vita, partendo dal rispetto per il Pianeta che ci ospita, verso il quale dobbiamo provare gratitudine e fare quanto in nostro potere per tutelarlo e preservarlo.


G.B.: La tua vita attualmente è strettamente connessa alla realtà di Earth Riot che mi è sempre stata congeniale per i contenuti delle campagne ideate e per le lotte espresse contro un sistema capitalistico che tutto sfrutta per profitto. Ritengo veramente importante il boicottaggio di multinazionali per concretizzare la liberazione animale, umana e della terra. Sono tutte lotte antispeciste e non violente. Cosa ti ha portato a decidere di impegnarti in queste lotte? Cos'altro si potrebbe fare di incisivo e risolutorio per realizzare la liberazione animale, umana e della terra?

S.S.: Earth Riot è la mia vita, ad un certo punto del mio percorso mi sono reso conto della necessità di costruire una realtà che facesse comprendere come tutto sia collegato, come non si possa ragionare e agire a compartimenti stagni lottando per una causa alla volta perché automaticamente si trascurerebbero altre vittime. Il messaggio che cerchiamo di trasmettere tramite Earth Riot è che siamo tutt* Terrestri, ogni essere vivente ha il diritto di poter vivere in libertà su questo Pianeta che, come dicevo, non è proprietà di nessuno, ma un bene comune da tutelare, nel rispetto di ogni forma di vita.
Earth Riot parla di antispecismo denunciando i crimini delle multinazionali, e quindi dei vari marchi, perché tutto parte dalle scelte quotidiane compiute da ogni singola persona.
Questo è un momento storico in cui regna la disinformazione pilotata che porta le persone a non rendersi conto, o a disinteressarsi del peso che possono avere le proprie azioni che delegano quei crimini ambientali, animali e sociali che cerchiamo di combattere.
Earth Riot parla di multinazionali, ma non solo, per mascherare i crimini che vengono commessi a monte, prendere di mira un obiettivo in particolare rendere la situazione più chiara alle persone che in automatico iniziano a provare interesse anche verso altre cause.
A noi piace pensare che chiunque possa far parte di Earth Riot, noi non facciamo altro che diffondere informazione pulita, una volta che le persone apprendono la verità e iniziano autonomamente a diffonderla a loro volta è già una grandissima vittoria, è di questo che la lotta ha bisogno.
Cos’altro si potrebbe fare di incisivo? Tutt* possono fare attivismo, purchè venga fatto in maniera responsabile, non per propri interessi o per nutrire il proprio ego, ma perché ci si riconosce nei principi dell’antispecismo.
L’attivismo antispecista è uno studio costante, questo forse è l’aspetto che spesso manca alla lotta, presentarsi in piazza tanto per far qualcosa non serve, è necessario ragionare sulle modalità di condurre la lotta, il linguaggio e le immagini da utilizzate, è un “lavoro” di comunicazione è deve esser fatto in maniera intelligente perché in ballo non c’è la vita dell’attivista, ma la libertà dell’oppress* di turno e del Pianeta stesso.
Sotto questo aspetto sono stato molto fortunato e non mi sarei mai sognato di contribuire a dar vita a Earth Riot se non fosse stato per l’incontro con Matilde Deschain, grazie a cui ho compreso l’importanza della comunicazione, del linguaggio e il vero potere delle parole.
Ricercare, rinnovare, riflettere su quello che si sta facendo e farlo sempre con molta umiltà, questa potrebbe essere la ricetta giusta per un buon attivismo antispecista che deve esser servito come fosse un piatto unico, un piatto nonviolento ovviamente.
Non posso riportarti il complimento più bello che abbiamo ricevuto in questi anni perché potrebbe essere ritenuto volgare dai tuoi lettori, in pratica ci hanno detto che siamo molto puntigliosi.


G.B.: cosa ne pensi del movimento animalista? e di quello antispecista?

S.S.: Non mi piace particolarmente parlare di movimento animalista, perché troppo spesso ha dimostrato di essere, paradossalmente, un movimento specista, limitato, privo di una vera identità e di principi puri, oltre a subire tristissime infiltrazioni fasciste che di fatto demoliscono la credibilità della lotta.
Bisogna invece parlare di movimento antispecista, di cultura antispecista, un concetto che è agli albori, e che ognun* di noi ha la possibilità, ma soprattutto la responsabilità e il dovere, di alimentare, difendere e diffondere.
Al momento purtroppo trovo che vi sia molta confusione su ciò che rappresenta realmente l’atispecismo, molti pensano che basti esser vegan e fare attivismo animalista per portare avanti questo concetto, ma invece non è tutto qua.
Si può dire che il veganismo sia il punto di partenza, mentre l’antispecismo è il percorso da intraprendere, un percorso che è la naturale evoluzione dell’antifascismo, antirazzismo, antissessismo, ecc.
Il movimento antispecista dovrebbe essere questo: esser sempre presente in ogni lotta per la liberazione animale, umana o della Terra, fondersi con gli altri movimenti affini, senza presunzione, accettando il fatto che è solo attraverso il confronto che si può diffondere la verità e trasmettere i principi dell’antispecismo stesso.
Il pericolo più grande che sta correndo il movimento antispecista è che muoia ancora prima di svilupparsi. Come è capitato in passato per il movimento punk e per molti altri, sta già subendo un attacco dall’industria che tenta di mercificare i principi dell’antispecismo riducendo il tutto ad una scelta alimentare. Sono già molti i marchi, veri simboli dello sfruttamento globalizzato, a proporre prodotti industriali antispecisti: una contraddizione in termini sotto ogni aspetto. Ecco, la sconfitta più grande del movimento antispecista sarebbe permettere questo processo, accoglierlo con passività e rassegnazione. Invece è in questi momenti storici che bisogna alzarsi in piedi, scendere in piazza e rivendicare i principi del movimento.


G.B.: credi che si potrà mai compattare il movimento animalista, in considerazione del fatto acclarato che è diviso in tanti piccoli gruppi?

S.S.: Il problema non è rappresentato tanto dal fatto che vi siano tanti piccoli gruppi, ben vengano.
Il problema è rappresentato da quei gruppi privi di un’identità, che fanno attivismo tanto per farlo, fine a se stesso, senza un’organizzazione, senza porsi obiettivi, ma, soprattutto, senza i giusti principi.
Io credo che la grandezza di un gruppo, e quindi la sua efficacia, non sia data dal numero dei suoi membri, ma dalla virtù dei valori espressi, in realtà meno si è e più si può lavorare bene.
Il movimento animalista al momento non può compattarsi, non per l’esistenza di tanti gruppi, ma perché molti di questi fanno attivismo per i motivi sbagliati: interessi mal celati, futili rivalità con altri gruppi, desiderio di apparire, ma soprattutto per la conduzione di un attivismo specista e settario.


G.B.: cosa ne pensi delle grandi associazioni che si occupano di animali ed ecologia?

S.S.: Ci vorrebbe un articolo a parte per poterti dare una risposta esauriente a questa domanda.
Earth Riot si è sempre dichiarata contro ogni forma di associazionismo perché questo determina già l’esistenza di una gerarchia all’interno di quella determinata associazione, il che non ha nulla a che vedere con il concetto di uguaglianza, principio cardine sia nella lotta per la liberazione animale, che in quella umana e della Terra.
Detto questo, sono rare le grandi associazioni che si possono salvare, la maggior parte non sono altro che multinazionali dell’attivismo, che riducono la lotta ad una donazione in denaro di cui non si conosce con certezza la fine, o nel privare le persone di ogni responsabilità effettiva limitando il loro contributo ad una sterile firma su qualche petizione.
Tutto questo sta allontanando le persone dalla lotta di piazza, dal fare qualcosa in prima persona che possa contribuire realmente a cambiare le cose, oltre che a responsabilizzare le persone stesse.
Ci sono poi associazioni che puntano, direttamente o indirettamente, a privatizzare l’attivismo, un processo che sta segnando la fine di tanti gruppi libertari perché prosciugati dei propri membri.
Questo sta omologando l’attivismo, spesso riducendolo alla fotina su facebook e di riflesso a invogliare gli/le attivist* stess* a prendere parte solo a quelle iniziative che garantiscono l’apparizione su qualche giornale o gratificazioni di qualche tipo.
Sono sempre meno i/le coraggios* disposti a passare un pomeriggio sotto il sole cocente semplicemente per diffondere informazione pulita senza riceve nulla in cambio, nell’anonimato più totale; io ho la fortuna di conoscere un po’ di queste persone verso le quali nutro un profondo rispetto, sono loro a fare la differenza, non le “grandi associazioni”.


G.B.: se qualcun* volesse aiutare nelle campagne ancora attive Earth Riot, come e cosa potrebbe fare?

S.S.: Earth Riot e le cause per le quali combattiamo hanno bisogno di diffusione e partecipazione.
Il nostro marchio di fabbrica sono sempre state le iniziative accessibili a chiunque, ovunque le persone si trovino.
Ogni volta che lanciamo una campagna lo facciamo mettendo a disposizione il materiale necessario per lo svolgimento delle varie iniziative locali, e tutte le indicazioni utili per realizzarle.
Informazione libera e materiale libero per chiunque voglia usarlo, Earth Riot ha bisogno di questo, che venga diffuso ciò che mettiamo in rete che, però, deve uscire fuori dalla rete e invadere pacificamente le strade affinché l’informazione pulita possa scorrere ovunque.
Invito i tuoi lettori e le tue lettrici a visitare il nostro sito, a seguirci sui canali social (facebook, twitter, google+, instagram) mezzi che non ci entusiasmano in realtà, ma che in questo momento storico sono necessari per raggiungere le persone.
Uno degli obiettivi di Earth Riot è quello di riportare l’informazione e l’attivismo per le strade. Internet è uno strumento straordinario e molto efficace, ma rischia anche di limitare il lavoro svolto esclusivamente a chi frequenta i social o i siti. E' fondamentale invece riuscire a fornire un servizio a 360° che possa raggiungere chiunque. Perché questo sia possibile abbiamo bisogno che le singole persone nelle varie città si attivino autonomamente.


G.B.: so che avete attualmente attive alcune campagne di sensibilizzazione diffuse sul blog e sui social. Potresti ricordare ai lettori di G.B. quali sono?

S.S.: Al momento le campagne attive sono #STOPOdP contro il mercato dell’olio di palma e le produzioni agricole intensive in generale, e #OccupyMcDonaldsTOUR, mobilitazione che abbiamo il piacere di condurre insieme a te e ad altre realtà antispeciste. 
Entrambe le campagne sono aperte a tutt* e abbiamo bisogno che vegano organizzati sempre nuovi presidi in sempre più città, rispettando i principi su cui poggiano queste mobilitazioni.
Per aderire è sufficiente contattarci e comunicarci dove e quando verranno svolti presidi, volantinaggi e iniziative inerenti alle campagne citate.
Prossimamente lanceremo una nuova campagna rivolta a Qatar2022, per denunciare i crimini sociali che si stanno consumando, come avevamo già fatto in occasione del mondiale brasiliano.
Ma oltre alle campagne c’è tutta l’informazione che diffondiamo sui nostri canali e gli articoli che pubblichiamo sul blog che necessitano di visibilità e diffusione.


G.B.: quali sono le difficoltà che incontrate nel rendere per lo meno efficaci le campagne di Earth Riot?
S.S.: Se non ti chiami Greenpeace, Lav o Wwf in questo paese difficilmente si viene presi seriamente, questa è la difficoltà maggiore; le persone preferiscono dare maggiore credito e credibilità al “grande” nome, piuttosto che valutare l’efficacia e il peso dell’informazione diffusa.
Spesso siamo costretti ad investire molto tempo nello smentire le menzogne, o l’informazione incoerente e fuorviante diffusa da queste, e altre, “grandi” associazioni.
A livello pratico poi, come ho già accennato in precedenza, le difficoltà sono rappresentate dalla sempre crescente mancanza di persone disposte a sporcarsi le mani senza avere nulla in cambio.
Nell’arco dell’anno organizziamo molti presidi, ma difficilmente riusciamo a superare le 10 presenze per ogni iniziativa. Però il rovescio della medaglia c’è sempre e devo dire che anche in 8, 10, o 12 siamo sempre stati in grado di fare un gran lavoro, a conferma che non sono i grandi numeri a fare la differenza, ma l’impegno che si mette nella lotta e il valore dei principi che si portano avanti.


G.B.: per chiudere ...un ultimo tuo pensiero/idea/aneddoto ce lo puoi lasciare?

Temo di essermi dilungato anche troppo, l’ermetismo non è una mia caratteristica, e di idee credo di averne espresse a sufficienza, quindi saluterò te e i tuoi lettori e lettrici con un aneddoto che si lega con le risposte alle ultime domande.
Qualche mese fa, in occasione di una delle tappe bolognesi di #OccupyMcDonaldsTOUR, mentre megafonavo spiegando le ragioni della protesta ho visto nelle vicinanze del nostro presidio dei volontari di Greenpeace che raccoglievano firme.
Uno di loro si è fermato ad ascoltare quanto stavamo sostenendo e diffondendo, e ad un certo punto si è tolto la pettorina di Greenpeace e per un po’ ci ha aiutato nel volantinaggio.
Quello che voglio dire è che non dovrebbe essere una pettorina, una bandiera, una sigla o un simbolo a rendere credibile e efficace la lotta che si sta conducendo, smettiamola di dare importanza alle apparenze e dedichiamoci invece alla sostanza delle cose.
Io che sto rispondendo sono solo una persona, sono le idee che contribuisco a diffondere che mi qualificano, non tanto chi sono, le persone vanno e vengono, ma le idee durano in eterno.
Mi prendo ancora un momento per ringraziarti Good Bear, per quello che fai, per come lo fai, per il tuo impegno nella difesa dell’attivismo antispecista libertario e perché dedichi la tua vita alla liberazione animale, umana e della Terra. 
Buona lotta ribelli a tutt* quant*.

Ringraziamo Simo Strummer per le bellissime parole.
Alla prossima!!

lunedì 6 aprile 2015

#OccupyMcDonaldsTOUR: come potrà essere un presidio del tour.

Il video assemblato è un insieme di foto e film girato in occasione del presidio del 19 ottobre 2014, dove abbiamo offerto informazione pulita e cibo bio vegan cruelty free in alternativa al junk food del McDonald's lì dietro di noi. Un bellissimo momento di controinformazione a cui la gente ha partecipato chiedendo informazioni e gustando i cibi che Earth Riot aveva preparato, ed ha cui ho preso parte attiva con grande entusiasmo.   
Questo video è ciò che potrebbe accadere nelle prossime settimane (al netto del banchetto pieno di cibo vegan). Seguite la campagna #OccupyMcDonaldsTOUR su Facebook, partecipate e magari organizzate un presidio nella vostra città contattando Earth Riot (Convivenza Pacifica).

mercoledì 1 aprile 2015

Serata Antispecista a Bologna - Earth Riot (Convivenza Pacifica)

UN APPUNTAMENTO A CUI NON SI PUO' MANCARE E' LA SERATA ANTISPECISTA ORGANIZZATA DA EARTH RIOT (CONVIVENZA PACIFICA) ALL'XM24 IN VIA FIORAVANTI 24 A BOLOGNA GIOVEDI' 16 APRILE 2015 ALLE 20.00.
#Agripunk finalmente anche a Bologna! 
Ore 20.00 > Cena vegan benefit per Agripunk: i ragazz* dalla Toscana ci parleranno del loro progetto di liberazione animale, umana e della Terra, un rifugio per animali da reddito nato sulle ceneri di un ex allevamento Amadori.
www.agripunk.it

A seguire la presentazione di No Expo antispecista e Queer, con la rete #LiberatidaExpo], Frangette Estreme, Bella Veg, Earth Riot.
> Ore 22.00 - Concerti Punk con: The Moo-Rays - The Dirty Jobs - Vaargin

venerdì 13 marzo 2015

#OccupyMcDonaldsTOUR - Earth Riot (Convivenza Pacifica)

DAL 13 MARZO AL 30 GIUGNO 2015 
IN OGNI CITTA' POSSIBILE 


McDonald's è un'icona del capitalismo, del consumismo, simbolo di quell'industria della carne e dei derivati che uccide miliardi di animali ogni anno.

La multinazionale per eccellenza dello sfruttamento globalizzato, colpevole di promuovere la deforestazione, alimentare il problema della fame nel mondo e lo sfruttamento dei lavoratori e del lavoro minorile.


Essere antispecisti significa rifiutare e condannare ogni forma di schiavitù, sfruttamento e discriminazione.
Per queste ragioni non possiamo accettare che all'interno dei fast food McDonald's e simili venga proposta un'altenativa vegan, subdolo e disperato tentativo da parte della multinazionale di risollevare i propri guadagni tentando di attirare una fetta di consumatori sulla carta ostili.
http://veggoanchio.corriere.it/2015/03/11/svolta-di-mcdonalds-arriva-il-veggie-burger-anche-in-italia/

Lanciamo quindi #OccupyMcDonaldsTour: una serie di presidi itineranti, nonviolenti, di informazione pulita per sottolineare ancora una volta che non vogliamo McDonald's "sostenibile", lo vogliamo chiuso!
La mobilitazione è promossa da Earth Riot, Antispecisti Pratesi e singol* attivist*, chi si vuole unire e organizzare un presidio nella propria città ci contatti.

Primo appuntamento > Bologna, domenica 29 marzo a cura di Earth Riot (Convivenza Pacifica).

Secondo appuntamento > Modena, 11 aprile a cura di Azione ANImalista MOdena - AANIMO.

Terzo appuntamento > Firenze, domenica 19 aprile a cura di Antispecisti Antifascisti Pratesi.

A questo link tutto il materiale controinformativo su McDonald's 

La mobilitazione è promossa da Earth Riot, Antispecisti Pratesi e singol* attivist*. 
Chi si vuole unire e organizzare un presidio nella propria città ci contatti.

IMPORTANTE: le realtà promotrici della mobilitazione rifiutano e condannano ogni forma di fascismo, discriminazione e violenza, sia essa fisica, verbale o psicologica, e invitano quindi chi porta avanti idee e atteggiamenti di questo tipo a desistere dal partecipare alla manifestazione.

lunedì 1 dicembre 2014

Tavolo antispecista per delle feste più buone - Earth Riot (Convivenza Pacifica)

DOMENICA 14 DICEMBRE DALLE ORE 10.30 ALLE ORE 14.00 A BOLOGNA - VIA INDIPENDENZA 20, SI TERRA' UN TAVOLO INFORMATIVO ANTISPECISTA ORGANIZZATO DA Earth Riot (Convivenza Pacifica).

Sarà un "presidio controinformativo per denunciare tutti i crimini connessi all'industria della carne, allo sfruttamento ittico, al mercato dell'olio di palma e delle produzioni intensive in generale.

Ma non mancherà l'aspetto propositivo: nel corso dell'iniziativa distribuiremo menù nonviolenti, tante ricette etiche e sostenibili per delle feste più buone.

Il tutto verrà accompagnato dalla presenza di assaggi vegan palm oil free a offerta libera.
Il ricavato di questa iniziativa verrà impiegato per cucinare cibo nonviolento che distribuiremo a Bologna domenica 21 dicembre alle persone senza fissa dimora.


Verso una scelta di vita nonviolenta"

____________________________
Un elogio a Earth Riot, che condivido profondamente, da Stefania Centonze: "Ancora una volta la voce degli Earth Riot_ers scuote l'anima e i timpani, con determinazione, accuratezza, con umiltà, con grande garbo, con la nonviolenza che implica una grande pazienza, e chiede che le persone coinvolte in lotte contro il sistema si uniscano in lotte trasversali, non a compartimenti stagni, che i sensibili facciano ancora un altro passo, senza paura, senza scuse, mettendosi in discussione fino in fondo, aprendo e non chiudendo... questi umani sono avanti anni luce, gentili e profondamente rivoluzionari. Leggeteli, ascoltateli, discuteteli, sono risorse umane troppo preziose per non dedicare attenzione.
http://www.earthriot.org/"
...e c'è ancora speranza!!!

sabato 20 settembre 2014

#OccupyMcDonalds: 4° Mobilitazione contro McDonald's - Earth Riot

Gli appuntamenti, che ognuno di noi può organizzare, sono per il 18 e 19 ottobre 2014. 

LEGGERE ATTENTAMENTE LA SPIEGAZIONE DELL'EVENTO!

Ritorna la mobilitazione antispecista per eccellenza!

4° edizione in programma per il 18/19 ottobre 2014

Un fine settimana dedicato a denunciare i crimini che McDonald's, simbolo dell'industria della carne e dello sfruttamento globalizzato, commette ai danni dell'ambiente, degli animali, delle persone.

La modalità di adesione alla mobilitazione è molto semplice:

-Organizzate nelle date indicate un'iniziativa di protesta NONVIOLENTA nella vostra città (presidio, volantinaggio, flashmob etc.) e comunicatecelo su questo evento, sulla pagina facebook di Earth Riot (http://www.facebook.com/EarthRiot) oppure scriveteci all'indirizzo info@earthriot.org.
Noi ci occuperemo di mettere in contatto le persone interessate tra di loro e stileremo la lista delle città aderenti in modo che chi vuole partecipare sappia a chi rivolgersi e dove recarsi;

-Scaricate il materiale da distribuire ed esporre che verrà condiviso su questo evento nelle prossime settimane. Possibilmente, scaricatelo e stampatelo su CARTA RICICLATA.

MATERIALE

VOLANTINI IN FORMATO A6
-I crimini ambientali di McDonald's 1 di 5
FRONTE: http://earthriot.altervista.org/volantino_mc_fronte_ambiente.jpg
RETRO: http://earthriot.altervista.org/volantino_mc_retro_ambiente.jpg

-Il pagliaccio e la fame nel mondo 2 di 5
-FRONTE: http://earthriot.altervista.org/volantino_mc_fronte_fame_nel_mondo.jpg
-RETRO: http://earthriot.altervista.org/volantino_mc_retro_fame_nel_mondo.jpg

-Tortura? Solo 0.99 da McDonald's 3 di 5
-FRONTE: http://earthriot.altervista.org/volantino_mc_fronte_allevamenti.jpg
-RETRO: http://earthriot.altervista.org/volantino_mc_retro_allevamenti.jpg

- Diabete, obesità... Vuoi ordinare?! 4 di 5
FRONTE: http://earthriot.altervista.org/volantino_mc_fronte_alimentazione.jpg
RETRO: http://earthriot.altervista.org/volantino_mc_retro_alimentazione.jpg

- Il lavoro secondo McDonald's! 5 di 5
-FRONTE: http://earthriot.altervista.org/volantino_mc_fronte_sfruttamento_lavoratori.jpg
-RETRO: http://earthriot.altervista.org/volantino_mc_retro_sfruttamento_lavoratori.jpg

VOLANTINO FRONTE/RETRO IN FORMATO A5:
- Criminali che ospitano altri criminali, direttamente scaricabile a questi link
-FRONTE: http://earthriot.altervista.org/a5_ospiti_mc_fronte.jpg
-RETRO: http://earthriot.altervista.org/a5_ospiti_mc_retro.jpg

CARTELLONI IN FORMATO A3
- I crimini di McDonald's, direttamente scaricabile a questo link: http://earthriot.altervista.org/cartellone%20completo%20mc.jpg

- VeryBigMc, direttamente scaricabile a questo link: http://earthriot.altervista.org/very_big_mac.jpg

- McVeleno: Polifosfati: direttamente scaricabile a questo link: http://earthriot.altervista.org/polifosfati.jpg

- McVeleno: Caramello, direttamente scaricabile a questo link: http://earthriot.altervista.org/caramello.jpg

- McVeleno: McPatatine, direttamente scaricabile a questo link: http://earthriot.altervista.org/mcpatatine.jpg

- I crimini della Coca Cola, direttamente scaricabile a questo link: http://earthriot.altervista.org/cartellone_a3_coca_cola.jpg

- Cartelloni Coca Cola "Condividila con..."
1: http://earthriot.altervista.org/coca_cola_condividi_con_1.jpg

2: http://earthriot.altervista.org/coca_cola_condividi_con_2.jpg

3: http://earthriot.altervista.org/coca_cola_condividi_con_4.jpg

4: http://earthriot.altervista.org/coca_cola_condividi_con_5.jpg

- Coca Cola e spreco di risorse idriche, direttamente scaricabile a questo link: http://earthriot.altervista.org/coca_9_litri.jpg

IMPORTANTE: Earth Riot rifiuta e condanna ogni forma di fascismo, discriminazione e violenza, sia essa fisica, verbale o psicologica, e invita quindi chi porta avanti idee e atteggiamenti di questo tipo a desistere dal partecipare alla manifestazione.

LISTA CITTA' ADERENTI (in continuo aggiornamento)

EMILIA ROMAGNA
- Bologna (ora, data, luogo da definire)

VENETO
- Verona, presidio e flash mob in programma per sabato 18 ottobre a cura di Verona Vegana Antispecista (referente Maia Tini - il gruppo cerca altri attivisti in città per ingrandire l'iniziativa).


#STOPOdP: Bologna in piazza contro il mercato dell'olio di palma! - Earth Riot

Earth Riot vi propone tre giornate contro il mercato dell'#oliodipalma 
- informazione pulita;
- raccolta firme rivolta al Parlamento Europeo;
- banchetto con proposte nonviolente per dimostrare che si può cucinare e vivere senza olio di palma e derivati animali.


Gli appuntamenti:
- Sabato 21 settembre presidio in via Altabella angolo via Indipendenza, dalle ore 15.
- Giovedì 25 settembre tavolo informativo in Piazza Puntoni (lato via Zamboni) dalle ore 15.
- Sabato 28 settembre presidio in via Indipendenza (all'altezza di McDonald's) dalle ore 15.

IMPORTANTE: Earth Riot rifiuta e condanna ogni forma di fascismo, discriminazione e violenza, sia essa fisica, verbale o psicologica, e invita quindi chi porta avanti idee e atteggiamenti di questo tipo a desistere dal partecipare alla manifestazione.

FONTE


PERCHE' BOICOTTARE IMPORTAZIONE ED USO DI OLIO DI PALMA?

Lungometraggio multi premiato girato in Indonesia da Patrick Rouxel, che ha messo a disposizione, senza limitazioni, il suo lavoro di documentazione filmata di un orangutan, vittima dell'impatto umano sul suo habitat. Patrick Rouxel segue con la videocamera il viaggio della vittima attraverso il paesaggio devastato, distrutto e compensato dalle piantagioni di olio di palma, la nebbia soffocante degli incendi della foresta pluviale, la deforestazione. Senza narrazione, il film descrive in modo creativo gli effetti del consumismo sulle foreste pluviali tropicali, e ci mette davanti alle nostre responsabilità personali sulla perdita di tesori del mondo. 
Pubblicato il 07/mar/2012

Altre informazioni su >  http://earthriot.altervista.org/blog/

lunedì 11 agosto 2014

Orizzonti ribelli - Earth Riot (Convivenza Pacifica)

"Buongiorno, ribelli! In questo periodo stiamo lavorando a quelle che saranno le prime iniziative che ci vedranno tornare in piazza dopo la pausa estiva. In calendario abbiamo due mobilitazioni a noi molto care, che contraddistinguono il lavoro svolto da Earth Riot e le modalità con le quali le conduciamo.

Come sapete, noi siamo nati allo scopo di diffondere informazione pulita e per dare modo a chiunque nutra questo desiderio di portare avanti con semplicità attivismo nella propria città.

Abbiamo in serbo due mesi molto caldi: settembre che ci vedrà impegnati con la campagna #STOPOdP e ottobre con il ritorno dell’immancabile mobilitazione contro McDonald’s, #OccupyMcDonalds, giunta alla sua 4° edizione." (continua a leggere QUI!)

venerdì 9 maggio 2014

#MarchAgainstMonsanto Bologna (presidio) - Earth Riot (Convivenza Pacifica)

SABATO 24 MAGGIO DALLE 15.00 ALLE 19.00
VIALE INDIPENDENZA 42 (c/o McDonald's ) - BOLOGNA
Earth Riot (Convivenza Pacifica) che aderisce alla Marcia Mondiale contro "Monsanto" organizzando un presidio di controinformazione e protesta.

IMPORTANTE: Earth Riot rifiuta e condanna ogni forma di fascismo, discriminazione e violenza, sia essa fisica, verbale o psicologica, e invita quindi chi porta avanti idee e atteggiamenti di questo tipo a desistere dal partecipare alla manifestazione.

martedì 6 maggio 2014

#IONONLOGUARDO - NoFifaWorldCupDay - Earth Riot (Convivenza Pacifica)

SABATO 7 GIUGNO 2014 OVUNQUE E' POSSIBILE ED IN PIU' CITTA' POSSIBILI 
scendiamo in piazza per esprimere la nostra solidarietà al popolo brasiliano e il nostro dissenso alla FIFA World Cup 2014, mostriamo il vero volto della coppa del mondo.

Organizzate nella vostra città un'azione dimostrativa nonviolenta di controinformazione e protesta contro il mondiale di calcio 2014.

Aderite alla campagna #IONONLOGUARDO:
1: scaricate e stampate (possibilmente su carta riciclata) il materiale riportato di seguito.
2: organizzate un presidio nella vostra città e segnalatecelo su questo evento, oppure a info@earthriot.org

MATERIALE:
-Cartellone/logo rivisitato del mondiale in formato A3 direttamente scaricabile a questo link

-Volantino in formato A5 fronte/retro:
FRONTE direttamente scaricabile a questo link
RETRO direttamente scaricabile a questo link

IMPORTANTE: Earth Riot rifiuta e condanna ogni forma di fascismo, discriminazione e violenza, sia essa fisica, verbale o psicologica, e invita quindi chi porta avanti idee e atteggiamenti di questo tipo a
desistere dal partecipare alla manifestazione.

Città aderenti:
-Bologna: (ora e luogo da definire)

Il popolo brasiliano da mesi sta lottando contro le ingiustizie commesse dalle forze di polizia locali e militari assoldati dalla FIFA.
Espropri, distruzione di abitazioni, violenze, omicidi, tutto questo affinché il mondiale 2014 possa regolarmente svolgersi.