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mercoledì 4 marzo 2015

IL VERO COSTO DELLA CARNE - Franco Libero Manco

L'Unione Europea sostiene l'industria zootecnica con miliardi di euro ogni anno

Secondo il Meat Atlas, ingenti somme di denaro vengono versate nelle casse delle grandi multinazionali del settore agroalimentare e zootecnico per incentivare la produzione di prodotti che, nella sostanza, oltre ad essere causa di terribili sofferenze degli animali negli allevamenti intensivi, danneggiano la salute, l’ambiente e l’economia del paese. 

Il settore bovino ha ricevuto 18 miliardi di dollari, l'industria del latte 15,3 miliardi e l'industria della carne di maiale 7,3 miliardi: questi sono solo i sussidi diretti versati agli agricoltori nei paesi OCSE (per animali e mangimi) e che non tengono conto dei molti altri finanziamenti come riduzione delle aliquote fiscali, di trasporto e spedizione, di miglioramento delle infrastrutture ecc.ecc.

I soldi vengono elargiti attraverso due tipi di sussidi: diretti, a chi alleva animali di un certo tipo, o produce un certo prodotto animale; e sovvenzioni a chi coltiva mangimi per animali. 
Poi ci sono i sussidi chiamati "interventi" il cui scopo è favorire la domanda di un determinato prodotto animale.
I tipi di intervento finanziario servono a favorire:
- l'esportazione di un dato prodotto fuori dall'UE;
- stoccare il surplus di un dato prodotto in modo che al produttore sia sempre garantito un guadagno;
- campagne pubblicitarie in modo che aumentino le vendite di quel prodotto. 

Oltre a tutto questo, quando si verificano epidemie o altri gravi problemi di ordine sanitario (BSE, influenza aviaria, febbre suina, ecc.ecc.), gli allevatori vengono ampiamente risarciti, mentre i problemi sono causati proprio dai metodi di allevamento negli allevamenti industriali, che hanno come scopo solo il profitto, a discapito del benessere degli animali. 
Paradossalmente, i colpevoli di questo stato di cose vengono premiati anziché essere puniti.

Nel 1999 il 23% della spesa annua dell'Unione Europea è servita a sovvenzionare il settore della carne e del latte, mentre il 44,2% del sostegno è stato destinato alle coltivazioni di mangimi: cereali, semi oleosi, proteaginose ecc.ecc.

Dal dossier "The livestock industry and climate - EU makes bad worse", compilato dall'allora europarlamentare svedese Jens Holm, risulta che il totale dei sussidi diretti all'industria zootecnica da parte dell’UE nel 2007 è di circa 3,5 miliardi di euro.

In pratica, il guadagno degli allevatori e degli agricoltori viene solo dalle sovvenzioni: infatti nell'industria il guadagno è mediamente del 30% sul Prodotto Lordo Vendibile, e dal momento che le sovvenzioni ad allevatori e agricoltori superano di gran lunga questa cifra, vuol dire che la differenza la pagano i cittadini. 

Inoltre, le sovvenzioni sono distribuite "a pioggia", e questo avvantaggia solo i grandi produttori non i piccoli.

Poi c’è il problema dello smaltimento degli scarti che in Italia si stima sia intorno ai 150 milioni di euro l'anno, a cui vanno aggiunte le spese dei circa 800 mila esami necessari su tutti i bovini portati al macello, il cui costo è stato stimato in 75 milioni di euro.

Tutta questa quantità di denaro che i governi pagano in sussidi agli allevatori e agricoltori serve a rendere la carne e i prodotti di derivazione animale prodotti a basso costo, accessibili a tutti.

Nella pianura veneto-lombarda gli allevatori percepiscono mediamente 400 €/ha, mentre gli allevatori di vitelloni e scottone incassano fino a 1.600 €/ha in più, senza contare il premio di 40 €/capo macellato. Aiuti in ogni caso non sufficienti, considerato che il settore vede sempre più allevamenti chiudere, seguendo un declino iniziato con la seconda crisi Bse del 2001.

Al danno della spesa che grava anche su coloro che non consumano prodotti animali è necessario aggiungere l’iperbolica cifra della spesa sanitaria necessaria a curare le patologie derivanti dal consumo di questi prodotti. 

130 miliardi di euro costa alla popolazione italiana la cattiva salute dovuta alla cattiva alimentazione e il cattivo stile di vita. Il 17,6% è assorbito dalla spesa farmaceutica per un costo complessivo a testa di circa 1650 euro l’anno. 

Nel 2010 vi sono state un miliardo e 300 milioni di prestazioni sanitarie, circa 22 a testa, oltre 12 milioni di ricoveri per un totale di 76 milioni di giornate di degenza, cioè giornate lavorative perse. Inoltre è da aggiungere il danno della distruzione dell’ambiente. 
Se per produrre un solo kg di carne bovina si sacrificano 12 mq di foresta, e considerato che da un bovino si ricavano circa 300-400 kg di carne, ognuno che mangia carne contribuisce alla distruzione di circa 400 mq di foresta.

martedì 9 settembre 2014

IMPORTANZA DELLE COMBINAZIONI ALIMENTARI di Franco Libero Manco

In natura gli animali in genere fanno pasti monotrofici, cioè mangiano un solo tipo di alimento per pasto. E così dovrebbe essere anche per l'essere umano. Esistono però delle combinazioni tra alimenti tra loro favorevoli, altre invece sono da evitare poiché generano indigestione. Anche se è difficile consumare un solo tipo di alimento per pasto, questo sarebbe auspicabile per una corretta assimilazione e digestione degli alimenti. Quindi la cosa migliore è cercare di associare tra loro cibi compatibili per tempi e modalità di digestione.

Un pasto mal combinato può sostare nello stomaco fino a 8 ore e oltre 70 nell'intestino.
Pesantezza, sonnolenza e torpore dopo pranzo sono i tipici sintomi di fatica digestiva.

Classificazione dei principali alimenti

proteine: noci, cereali, arachidi, legumi secchi, formaggi, carni
amidi: cereali, legumi secchi, patate, topinambur
grassi: olio, burro, panna, margarine, noci
verdura: ortaggi vari;
frutta dolce: fichi, uva, cachi, banane
frutta semi acida: mele, pere, pesche, albicocche, prugne, ciliegie
frutta acida: arance, pompelmi, limoni, fragole, pomodori

Si combinano bene con

- le verdure si combinano bene con gli amidi, i grassi e le proteine.
- gli amidi si combinano bene solo con verdure e oli biologici, si combinano male con cibi acidi, zuccheri e proteine.
- le proteine si combinano bene solo con le verdure.
- la frutta va consumata preferibilmente da sola e lontana dai pasti: la grande quantità di acqua contenuta diluisce i succhi gastrici e produce fermentazione del bolo alimentare. Meloni e angurie sono da consumare lontani dai pasti. Il gelato o dessert in genere consumati a fine pasto causano disturbi alla digestione.

Sequenza degli alimenti nei pasti

- E' bene iniziare il pasto con gli alimenti più semplici e terminare con quelli più concentrati. Gli alimenti semplici sono quelli ad alto contenuto di acqua, come le verdure.
- Mangiare solo se c'è la vera fame, mai per abitudine e variare il tipo di alimenti.
- Bere meno possibile durante i pasti per evitare la diluizione dei succhi gastrici. Non bere un quarto d'ora prima e un quarto d'ora dopo i pasti.
- Le spezie irritano l'organismo e alterano il gusto, aumentano la falsa fame, generano tossine.
- Il sale da cucina è un sale inorganico quindi inassimilabile dal nostro organismo. E' nocivo e quindi viene eliminato dal nostro organismo per via renale o attraverso i pori della pelle. Provoca edema, ritarda la digestione, intralcia l'escrezione, provoca idropisia.

Cosa succede quando non si abbinano bene gli alimenti

- Prolungamento della digestione nello stomaco fino a 8 ore e fino a 70 nell'intestino.
- Fermentazione e putrefazione del cibo ingerito.
- Scomposizione incompleta del cibo.
- Produzione esagerata di scorie tossiche; assimilazione solo parziale dei nutrienti; spreco di energia dell'organismo.
- Sviluppo di disturbi e malesseri.

Cosa succede se si abbinano bene gli alimenti

- Completa e veloce disgregazione, assimilazione ed utilizzo dei nutrienti.
- Aumento del benessere psicofisico.
- Maggiore efficienza ed energia.
- Maggiore rafforzamento delle difese immunitarie.
- Minore produzione di tossine.
- Raggiungimento e mantenimento del proprio peso forma.

Combinazione degli alimenti
  • La mancata combinazione degli alimenti è spesso la causa di molte allergie.
  • Gli acidi, di qualunque genere, inibiscono la secrezione del succo gastrico.
  • L'acido contenuto nei pomodori interferisce nella digestione sia delle proteine sia degli amidi.
  • Gli amidi hanno bisogno di un ambiente alcalino, le proteine di uno acido.
  • Gli amidi dovrebbero essere mangiati a pranzo, le proteine a cena.
  • Gli zuccheri insieme alle proteine ostacolano la digestione di queste ultime.
  • Gli zuccheri passano direttamente dallo stomaco all'intestino.
  • Caramelle, marmellate, gelatine, zuccheri, sciroppi, pastarelle, pane, cereali, patate ecc. producono fermentazione.
  • L'aceto sospende la digestione salivare.
COMBINAZIONI ALIMENTARI

PROTEINE:
raccomandato con verdure;
da evitare con amidacei e frutta.

AMIDACEI:
raccomandato con verdure;
da evitare con proteine e frutta.

VERDURE:
raccomandato con proteine e amidacei;
da evitare con proteine, amidacei, frutta dolce, frutta semi acida, frutta acida.

FRUTTA dolce:
da evitare con proteine, verdure, amidacei, frutta acida, tollerabile con frutta semi acida.

FRUTTA semi acida:
da evitare con verdure, tollerabile con frutta acida.

FRUTTA acida:
da evitare con amidacei, verdure, frutta dolce, tollerabile con frutta semi acida.

(Frutta dolce: datteri, cachì, banane, prugne, ciliege ecc.)
(Frutta semi acida: fichi, uva, mele, pere, pesche, ciliegie, prugne, ecc.)
(Frutta acida: arance, ananas, fragole, ecc.)

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Colgo l'occasione di questo post per un piccolo appunto personale: da qualche anno evito accuratamente cibi di origine animale per motivi etici (formaggi, burro, carni, margarine), o che in qualche modo sono la causa indiretta della morte di animali e di spreco di risorse, e, a quanto pare, in base a numerosi studi di livello internazionale, l'astenersi da questi cibi, che non sono altro che vite spezzate per il palato di molti ed il profitto di pochi, è salutare e consigliabile a tutt* ed alla sopravvivenza del pianeta. (G.B.)

Un breve filmato:
NEIC (Nutrition Ecology International Center)